L’Associazione

La vita spirituale è la ricerca di un grande amore...

Il ritmo vitale è prendere, dare, dimenticarsi

Ogni nostro atto deve portare frutti per gli altri!

La mente capisce le cose una alla volta,
il cuore tutte insieme...

Bisogna che tutto muoia nell'inverno, non per sparire ma per rinascere..

Morire è come essere presi tra le mani dell'infinito..

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Il Movimento de I Ricostruttori nella preghiera, eretto dal Vescovo di La Spezia ad Associazione pubblica di fedeli, nasce più di trent’anni fa dalla missione tanto semplice quanto coraggiosa di un padre gesuita, Gian Vittorio Cappelletto: farsi testimone di una Chiesa capace di venire incontro al bisogno di preghiera, spesso inconsapevole, dell’uomo contemporaneo. Di fronte all’accelerazione dei ritmi e all’organizzazione della giornata secondo impegni sempre più stressanti, avvertita da tutti come una minaccia consistente al proprio bisogno di quiete, Padre Cappelletto, attingendo alle risorse della tradizione cristiana, ha proposto un cammino di rientro in se stessi, che consenta di raccogliere il proprio sguardo, disperso all’esterno e disorientato, e di introdurlo nel cuore. Fin dalle sue origini il Movimento si è trovato nei fatti ad accogliere l’adesione e l’interesse di tante persone indifferenti alla dimensione religiosa o lontane dalla Chiesa, ma interiormente inquiete a motivo  della dispersione e della frammentazione della loro esistenza e alla ricerca di un significato della propria vita. A partire dall’insegnamento di Padre Cappelletto, il Movimento riconosce nella inquietudine del cuore i primi passi di una preparazione evangelica che lo Spirito Santo conduce innanzi nel cuore delle persone, si fa attento a questa preparazione, e cerca di orientare le persone che la Provvidenza pone sul suo cammino verso il silenzio interiore, perché sappiano incontrare e riconoscere il mistero di Amore che avvolge la loro esistenza. A distanza di più di trent’anni dalla fondazione, tutto ciò che i Ricostruttori hanno realizzato ha la propria base incrollabile nella preghiera profonda, nella meditazione (melete), a volerla chiamare con il suo nome più preciso, ma anche più abusato. Dall’esperienza offerta e condivisa della preghiera profonda, che ha unito tra di loro persone di provenienza e di idee molto diverse tra di loro, sono nate le energie e la volontà che hanno reso possibile l’opera del gruppo, la sua crescita inaspettata da cenacolo di pochi amici ad organizzazione estesa a tutta Italia. Dietro alla fatica e al sudore che sono costati centri come Sant’Apollinare, Sant’ Esuberanza, San Venerio, San Giuliano, e tutti gli altri che come questi sono stati riportati in vita da un mucchio di macerie antiche, c’è innanzitutto la perseveranza nella preghiera silenziosa e nel raccoglimento interiore: qui la Provvidenza dà i suoi lumi e le sue forze a chi ha l’umiltà di abbandonarsi. Poi, all’esterno, le cose cominciano a muoversi e lentamente maturano. I frutti della preghiera hanno sempre un duplice risvolto: restituire al mondo luoghi di preghiera abbandonati e dare agli increduli uno spiraglio di fede è anche, per chi si impegna a farlo, un modo per ricostruire se stesso. La costruzione del tempio esteriore è figura della costruzione del tempio interiore e la storia della salvezza altrui si intreccia intimamente con quella della salvezza individuale, snodandosi attraverso i poli della preghiera e dell’azione. Il viaggio, la storia dei Ricostruttori parte dalla meditazione, di dispiega nell’azione e poi ritorna alla meditazione, sotto la guida paziente del Signore e con la protezione dei santi.